Beneficio e la vida barata.

19 marzo 2016, Beneficio, Orgiva , Sierra Nevada, Andalusia.
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La danza de la Realidad di Alejandro Jodorowsky, 2013, Cile/Francia

 

 

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Beneficio e’ un villaggio occupato che si trova all’interno del parco naturale dell’alphuarra, nel lato sud della Sierra Nevada, a un ora da granada.

Una galassia di stili di vita differenti si incontrano e convivono nel villaggio, e ancora di piu’ nel parcheggio del villaggio crocevia di venditori di piccole cose di fumatori seriali , viandanti zainati e bevitori incalliti. La vida scorre lenta e leggera . Per star bene qui bastano quei 2/3 euro la settimana per il resto  tutto e’  scambio.

La proiezione chiama tutto il paese come una gran novita’, scendono al parcheggio almeno una cinquanta spettatori, di origine ed età tutte diverse (spagnoli,austriaci, italiani, tedeschi, slovacchi , polacchi, belgi , ect..) . Intorno ad un bel fuoco si ride e si fuma, nel buio del bosco le emozioni viaggiano forte e la magia di jodorosky fa quasi paura.

Dedicato al  valido aiutante e gran cuoco , anarchico pisano fuggito 20 anni fa dall’Italia 54enne Luca, “testina” e a tutti i bambini di beneficio.

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La notte dei fuochi

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Mercoledi 24, San giovanni, a Firenze la notte dei fuochi.

Secondo appuntamento drivein sui prati del Cecco per le semifinali del torneo Calci dal Basso 12°esima ed.
Proiezione del film :
BEAUTIFUL BOXER , THAI, 2003, di Ekachai Uekrongtham
Un film sulla vita di una grande sportivo,
un film sulla moai thai, la boxe thailandese
una storia vera
la testimonianza di una incredibile avventura di genere TRANS,
la storia di un lottatore professionista che chiedeva di passare in corpo da donna.
un film di cultura thailandese
meticcio di genere

Calcidalbasso si avvicina a passi da gigante verso la festa del 27 Giugno, data della finale.
15 anni fa in una sera di san giovanni come questa, sui prati di via dazzi veniva festeggiato il primo giorno di occupazione del cecco rivolta, ghetto-supergiovani-antinoia. Molte le persone presenti, c’era pure un divano fuori, davanti a casa, e una televisione accesa dal seggnale gracchiante mandava una partita della Nazionale.
Ci fu pure qualcuno che portò degli artigianali fuochi d’artificio: A dirla tutta ci fu un episodio, successe un piccolo incidente con uno di questi fuochi, e l’uliveto dietro casa prese per un attimo fuoco . Fu un allarme improvviso, che una festa di apertura di una casa si trasformasse in incendio doloso era troppo, tutti corremmo con secchi e pentolini a spengere il principio d’incendio che col vento oramai divampava su una mezza dozzina di ulivi. Mi ricordo di qualcuno in piedi sul divano mentre tutti erano intenti a correre che gridava come un ossessa al gool dell’Italia.
Tanti auguri cecco!
e cento di questi anni.

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La domenica mi lasci sempre sola!

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Sesto Drivein Gelosia della avventurosa stagione 2014/15 incontra la… DODICESIMA edizione di Calci dal Basso, Torneo autogestito senz’arbitro, che è lieta di invitarvi nel suo campino sportivo in mezzo ai prati e agli orti occupati.
domenica 14 giugno per un pomeriggio di partite (i 4 quarti di finale dalle ore 16).

A seguire (dalle ore 20) pizzata col forno mobile autocostruito e Drive in gelosia con proiezione+filodiffusione del film :

Il Mundial dimenticato – la vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia ( Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, DOCU,ITA, 2011)

Drive-in sul prato per cui:
Vieni in macchina ma mi raccomando riempila bene!!!
(non meno di 3 oppure penseranno i simpatici calciatori e ciclisti presenti a pienarla senza nessun ritegno con battute sullo sport e puzza di piedi).
Drivein popolare,pizza,pupi e pallone: hai un veicolo elegante o bizzarro a cui accompagnarti?
6 a piedi col tuo telefonino in cuffia, 6 attratto dalle silent-dico e dai salotti di scambisti?, sogni di piazzare un futon sul tetto del tuo fiorino? Non hai le 4 ruote e sogni di finire con uno sconosciuto su un sedile posteriore dall odore di ignoto? vuoi stare un po in disparte a vederti un film sdraiato sul prato a grande distanza dal grosso schermo, tu, la tua radiolina e le lucciole?
E’ la tua occasione non la mancare.
Porta felpa e cuscino, abbandonati ai fruscii delle frequenze pirata del drivein.
Tutto succedera in una notte.

Durante il film verra acceso un forno autocostruito da un vecchio boiler (donato da RADU e socio che recuperano i ferri col camioncino) .
Croccanti e digeribili pizze di pasta madre saranno ispirate da viaggiatrici itale/slave/brasiliani/polacchi di leggendarie odissee passate che si fecero riconoscere in terre di lingua francese come le “moanapizze”.
Ci saranno inoltre birre, coktail a sorpresa , popcorn, e quant’altro vorrete donare
accorrete curiosi!

ma dove?
e dove se non a casa..

Al Cecco Rivolta – via dazzi 3
BUS 14b – 14bc capolinea Niccolò da Tolentino

Baci

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Mezzo secolo del dentista-punk

Drive-in giù al faro nella Sicilia petrolchimica.
Augusta, Sicilia, primavera 2015.
Al cospetto della Muntagna (l’ETNA).
Si festeggia i 50 anni di Ettore un pilastro della scena toxic-punx di Augusta, cittadina industriale trasformata nel dopoguerra dalle industrie di Moratti in uno scenario post-atomico tipo madMax.
Chilometri di capannoni abbandonati gru cadenti e moli semi distrutti dal mare avvolti nera fuliggine e alghe secche. Alberi morti, interporti per bilici , di fronte a un mare di un azzurro formidabile.
La faccia di un Ettore sbronzo e un po fallito, un po incastrato in un destino ingombrante, irradia a intermittenza proprio come il faro di augusta.
E’ lo sguardo del guerriero apache, stanco e abbrutito dall’alcool delle riserve.
Ascoltami..
Niente sara piu come prima.

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29 novembre bologna, ! frangettestreme feat. driveingelosia !

Ore 22, bologna, bolognina , Fioravanti – XM, Via Fioravanti 24

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Trasferta imperdibile , sopravvissuto alla polizia a cavallo  in retata anti-sciopero il team del drivein risponde lucido e combattivo.

Serata electro queeer antifa fino a mattina ad XM , con la proiezione dei film

GERONTOPHILIA, Bruce La Bruce, 2013, Canada, 82′ , FRA – spanish subtitles  
A sorpresa Primo film non porno ( 0.. post porno) di BucreLabruce dopo una lunga favolosa serie. A seguire Proiezioni dei misteriosi
 
GREEN PORNO, Jody Shapiro & Isabella Rossellini, 2008.
dove ci confonderemo nel colorato sesso degli insetti, dei lombrichi, delle lumachine, a fari spenti sui comodi sedili d’auto. Sui tergicristallo spruzzi di lubrificante in gel acqua.
 

Sotto pubblichiamo una recente dichiarazione di BEATRIZ PRECIADO che e’ un scrittrice impegnato e scatenata da sempre sulla questione del genere , non aggiungo altro su di egli apparte che la sa lunga… chi e’ interessato alla sua monografia segua il link.. Le hanno chiesto di parlare in pubblico e questa e’ cio che ha risposto .. In relazione anche al fatto che il 20 di Novembre era il

Transgender

DAY OF REMEMBRANCE

ricorrenza della comunità LGBT per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender(transfobia) in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

IL CORAGGIO DI ESSERE SE, DI BEATRIZ PRECIADO : Quando ho ricevuto questo invito a parlare del coraggio di essere me, all’inizio il mio ego ha fatto le fusa. Come se gli avessero offerto una pagina pubblicitaria di cui sarebbe stato l’oggetto e al tempo stesso il fruitore. … Poi il ricordo degli oppressi mi ha assalito e ha cancellato ogni compiacimento. Oggi mi concedete il privilegio di evocare il “mio” coraggio di essere me, dopo avermi fatto portare il fardello dell’esclusione e della vergogna per tutta la mia infanzia. Mi offrite questo privilegio come regalereste un bicchierino a un malato di cirrosi, negando al tempo stesso i miei diritti fondamentali in nome della nazione, confiscando le mie cellule e i miei organi per la vostra delirante politica. Mi accordate questo coraggio come se regalaste qualche gettone a un malato di gioco d’azzardo, continuando a rifiutare di chiamarmi con un nome maschile o di accordare il mio nome con aggettivi maschili, solo perché non ho i documenti ufficiali necessari né la barba. Ci riunite qui come un gruppo di schiavi che hanno saputo allungare le loro catene ma che rimangono sempre più o meno disponibili, hanno ottenuto i loro diplomi e accettano di parlare la lingua dei maestri. Siamo qui, davanti a voi, tutti nati in corpi femminili, Catherine Millet, Cécile Guibert, Hélène Cixous, sporcaccione, bisessuali, donne dalla voce roca, algerine, ebree, virago, spagnole. Ma quando vi stuferete di assistere al nostro “coraggio” come se fosse un divertimento? Quando vi stuferete di differenziarci per identificare voi stessi? Mi attribuite del coraggio, immagino, perché mi sono battuta a fianco delle puttane, dei malati di aids e degli invalidi. Nei miei libri ho parlato delle mie pratiche sessuali con vibratori e protesi. Ho raccontato la mia relazione con il testosterone. Questo è il mio mondo, è la mia vita e l’ho vissuta non con coraggio, ma con entusiasmo e gioia. Ma voi non sapete nulla della mia gioia. Preferite compatirmi e mi attribuite del coraggio perché nel nostro regime politico-sessuale,nell’imperante capitalismo farmacopornografico, negare la differenza del sesso è come negare l’incarnazione di Cristo nel medioevo. Mi attribuite un grande coraggio perché oggi, di fronte ai teoremi genetici e ai documenti amministrativi, negare la differenza sessuale è come sputare in faccia a un re nel quindicesimo secolo. E mi dite:“Parlaci del coraggio di essere te”, come i giudici del tribunale dell’inquisizione hanno detto a Giordano Bruno per otto anni:“Parlaci dell’eliocentrismo, dell’impossibilità della SantaTrinità”, mentre raccoglievano la legna per il rogo. Ma anche se vedo già le fiamme, penso come Giordano Bruno che non sarà sufficiente un piccolo cambiamento di rotta, che si dovrà cambiare tutto, far esplodere il campo semantico e il dominio pragmatico. Uscire dal sogno  collettivo della verità del sesso, così come si è usciti dall’idea che il Sole giri intorno alla Terra. Per parlare del sesso, del genere e della sessualità bisogna cominciare con un atto di rottura epistemologica, una sconfessione categorica, una spaccatura della colonna concettuale che faccia sbocciare un’emancipazione cognitiva. Bisogna abbandonare completamente il linguaggio della differenza e dell’identità sessuale (anche il linguaggio dell’identità strategica di Spivak, o dell’identità nomade di Rosi Braidotti). Il sesso e la sessualità non sono una proprietà essenziale del soggetto, ma il prodotto di diverse tecnologie sociali e discorsive, di pratiche politiche di gestione della verità e della vita. Il prodotto del vostro coraggio.Non esistono i sessi e le sessualità, ma gli usi del corpo riconosciuti come naturali o puniti in quanto devianti. E non serve giocare la vostra ultima carta trascendentale, la maternità come differenza fondamentale. La maternità è solo uno tra i diversi usi possibili del corpo, non è la garanzia della differenza sessuale né della femminilità. Tenetevi quindi il vostro coraggio. Tenetelo per i vostri matrimoni e divorzi, per i vostri ingannie le vostre bugie, per le vostre famiglie, per la vostra maternità, per i vostri figli e nipoti. Tenetevi il coraggio di cui avete bisogno per seguire la norma. Il sangue freddo di prestare il vostro corpo all’incessante processo di ripetizione regolata. Il coraggio, come la violenza e il silenzio, come la forza e l’ordine, sono dalla vostra parte. Al contrario, io rivendico oggi la leggendaria mancanza di coraggio di Virginia Woolf e di Klaus Mann, di Audre Lorde e di Adrienne Rich, di Angela Davis e di Fred Moten, di Kathy Acker e di Annie Sprinkle, di June Jordan e di Pedro Lemebel, di Eve K. Sedgwick e di Gregg Bordowitz, di Guillaume Dustan e di Amelia Baggs, di Judith Butler e di Dean Spade. Ma visto che vi amo, miei coraggiosi simili, vi auguro di perdere anche voi il coraggio. Vi auguro di non avere più la forza di ripetere la norma e di fabbricare l’identità, di perdere la fede in quello che dicono i vostri documenti su di voi. E una volta che avrete perso il vostro coraggio, stanchi di gioia, vi auguro di inventare un modo per l’uso del vostro corpo. Proprio perché vi amo, voglio che siate deboli e disprezzabili. Perché è attraverso la fragilità che opera la rivoluzione.

 

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oggi Drivein, domani Sciopero: la mappa

SIAMO LA DALLE 8 pM , la citta e’  Firenze : per arrivare … intuiscilo dalla mappa

mappa

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14NO drivein – anti – sistema

il 13 novembre , giovedi sera ore 21.30

…aspettando lo sciopero generale 

The edukators, di H. Weingartner, GER,  2004
Trama
“I tempi d’oro Sono finiti”. Frasi come questa sono il biglietto da visita di Jan, Peter e Jule, tre ragazzi berlinesi che nell’era della passività sociale hanno scelto di andare contro corrente, inventandosi una particolare forma di ribellione…

( prossimamente vi diremo dove. staytuned… )

Di seguito pubblichiamo l’appello del drivein-gelosia :

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14 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE

a chi ci dice che serve una nuova riforma, una nuova alleanza di governo, una nuova formula, un nuovo patto
noi rispondiamo altro.

appello

Il Jobs Act. O il piano casa di Renzi che nega il diritto alla residenza nelle occupazioni ad uso abitativo,  Nuove politiche per il controllo e la sperimentazione poliziesca sui flussi migratori come il MOS MAIORUM sempre varato nell era RENZI Lo stanziamento di enormi ricchezze e energie umane in grandi opere come la TAV .Grandi eventi come EXPO 2015 a mlano, che creano ricchezza per le solite aziende multinazionali sulla pelle di giovani lavoratori volontari non pagati, e distruggono parchi, e aprono sterminati cantieri per edificare un evento temporaneo. Politiche di rinnovo degli armamenti e appoggio di “missioni umanitarie” in nome del controllo del petrolio, 

Tutto questo registriamo come nocivo, come lesivo dei diritti di chi ha meno in questa società, come condanna per chi non ha nulla, alla  clandestinità prima , alla schiavitù poi .

Noi non chiediamo il cambiamento di questa o quest altra legge,  siamo già rimasti fuori da tempo dalle griglie mobili in cui gli specialisti dell’ economia politica provano a incastrare il lavoratore medio, sempre più vivisezionato in ogni sua pulsione al consumo,   malato d nervi, nutrito in fretta di cibo importato e votato all italica famiglia (che e’ ancora esclusivamente bianca-non-meticcia).

In una società dove invece che incentivare il riuso e il riciclo si punta tutto sullo smaltimento, sulla innovazione dell usa e getta  noi ci ripariamo la bicicletta e ci improvvisiamo carrozzieri, ci battiamo gli sterminati sfasciacarrozze  intorno a sollicciano, quelli si ,  non le Grandi Opere, le vere cattedrali della nostra epoca, non previste e non volute .

Sempre noi, che abbiamo una macchina in 4 , una macchina vecchia di 25 anni, che non possiamo più circolare sui viali perché il motore di una vecchia panda inquina di più di quello di un SUV nuova generazione, come se fosse vero, e come se non inquinasse pure : smaltire la panda e produrre il SUV (ma chi credono di prendere in giro questi?),  Noi che circoliamo lo stesso, prudenti e consapevoli al di fuori delle norme stradali, al di fuori delle norme antidegrado.

Noi che stiamo nelle occupazioni e ci appoggiamo per documenti di residenza dall amico della porta accanto. noi che recuperiamo la verdura al mercato centrale, fra i pensionati e le giovani migranti col carrellino o che ci coltiviamo i cavoli e le cipolle abusivamente lungo i fiumi, dietro i binari, negli angoli morti della periferia

Noi a fine mese, che quel poco che ci rimane lo rateizziamo per non darlo subito a equitalia, che per non affogare nei mutui ci facciamo calpestare il diritto agli straordinari pagati  , alle ferie,  Noi piccoli lavoratori autonomi alle prime armi, noi che troppo spesso lavoriamo gratis al computer per aziende di design o che  involontariamente produciamo ricchezza per qualche multinazionale del web.

Sempre gli stessi, che non muoviamo i soldi sufficienti ad accedere ne alle ferie ne ad una minima realizzazione sentimentale ,noi che scadiamo come un barattolo di conserva sopra i 35 anni, che riceviamo di media 2 telefonate al giorno da agenzie per il lavoro a progetto,  ke andiamo con la camicia nei pantaloni a fingere servili  per superare umilianti  colloqui di lavoro, che non muoviamo abbastanza soldi nemmeno  per ricevere prestiti .

Noi che stiamo imparando a fare a meno delle banconote, per l’economia dello scambio di favori più che dei soldi ,  Noi che sopravviviamo di piccoli traffici, noi ke  campiamo da single all’ombra della famiglia perché dentro di noi, intorno a noi non troviamo la disciplina sufficiente per compiere una piccola rapina ogni tanto, un qualche piccolo furto. Noi che sistematicamente rubiamo i libri dalla feltrinelli per passione della lettura, o che ci intaschiamo le mandorle i carciofini sottolio la frutta i pate di olive lo yogurt greco e gli hardisk esterni all’esselunga di sesto.  Noi che proprio non siamo buoni a rubare per timidezza  o che ci rivestiamo solo nelle freebox  che sappiamo esattamente come non farsi notare, come non farsi fermare.

Noi i “piccoli corrieri”, che comunque se ci fermano conosciamo mille modi di come fregare una guardia .

Noi non chiediamo una riforma anzi noi non ci rivolgiamo nemmeno a chi le fa, le leggi noi ci rivolgiamo solo alla gente che come noi non e’ circoscritta dalle leggi vigenti, ne e’ caduta per così dire FUORI e si trova ad autorganizzarsi.  Precari di ogni settore, studenti-lavoratori-fuori sede, pensionati al minimo, come i migranti , come le decine di migliaia di carcerati che vivono la nostra citta rinchiusi dentro un regolamento.

Dalle istituzioni, finanche saremo condannati a vivere su suolo normato dallo stato italiano, pretendiamo cose basilari come l’accesso per tutt* a salute, istruzione e diritto di cittadinanza.Niente di più.

Tanto stiamo già al di fuori da tempo e stiamo imparando come fare , fuori dai vostri incasellamenti: noi non facciamo più elettorato, facciamo rete forza dignita sussistenza a km zero. Perfino le palestre dove facciamo sport non sono a norma, come non e’ a norma l’uso delle sostanze che usiamo per divertirci, per curarci .  E’ quando riusciamo ad essere forza che riapriamo cinema falliti per farne piccole esperienze di dignità lavorativa, o che riapriamo fabbriche di accessori x auto fallite come a ri-maflow (MI) per riattivarne la produzione in regime di autogestione.  Ci muoviamo fra le molte contraddizioni di un sistema al collasso.  A dispetto di cio che si dice a giro, noi agiamo in maniera completamente anti ideologica e proprio questo ci distingue dal potere centralizzato.

Assistiamo con cinismo rinnovato alla famosa Vandana Shiva che partecipera ad expo 2015 con seminari sulla sovranità alimentare dei popoli, la salutiamo come si saluta una diva che si e’ venduta al lato oscuro della cosa, d’altronde il suo protagonismo sulle scene delle grandi conferenze No-global non ci aveva mai illuminato un gran che. Del resto noi siamo fortemente limitati perché non capiamo le strategie di massa , sappiamo come muoverci, ma solo per piccoli gruppi. Alla  libera circolazione delle persone  ci rispondono con la libera circolazione delle merci,  su questo linguaggio non ci pieghiamo e diffidiamo degli specialisti delle lotte , dagli esperti in campagne e  mobilitazioni sia di destra che di sinistra.

Noi non chiediamo una riforma anzi noi non ci rivolgiamo nemmeno a chi vara le riforme sul lavoro o sulla casa, noi ci rivolgiamo alla gente dei luoghi dove viviamo, cercando di riconoscerci e sostenerci a vicenda in un mare di falsi allarmi e di malati immaginari in cerca dell ennesimo slogan dell’ennesimo pastore indignato da seguire . Ridurre le barriere della diffidenza per noi significa piccole cose concrete:  recuperare il pane ogni due giorni dal fornaio dietro l’angolo,  fare comitati per riprendersi lembi di giardino da strappare agli speculatori, associarsi dal basso per ridistribuire reddito al di fuori delle agenzie interinali e dei piccoli capo’ che costellano le nostre periferie. La nostra più che una strategia logica e’ una difesa immunitaria  , mettersi in rete per rimanere a galla nei torbidi gorghi della alegalita, allargarne lo stato di diritto,la dignità .

A differenza vostra noi non abbiamo nessun problema  a dirvelo in faccia senza mezzi termini: nonostante che continuate ad aggiustarvi le leggi per mascherare il crescente disagio di una società al collasso
qui gli unici Illegali  siete voi

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Mappa del drive-in mostrodifirenze

Dunque… arrivare al Galluzzo, bottai, certosa,

prendere la cassia direzione tavarnuzze, superare tavarnuzze dopo 10 min sulla destra c’ e una casa su un bivio con scritto enorme “SCOPETI” , da quel bivio comincia via degli scopeti, svoltare a destra in via degli scopeti (direzione spedaletto)… 5 minuti di salita

In cima alla salita siete arrivati…. di fronte al civico 124 proprio dove e’ avvenuto l’ultimo delitto del mostro

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Giovedi 9 ottobre Drive-in sul Mostro di Firenze

Pacciani NIGHT

ORE 22 : Film horror a localita scopeti , san casciano (location dell ultimo omicidio del mostro di firenze)… + proiezioni scelte dal processo pacciani

pacciani_sedutoUn horror nell orrore nell horror

Dettagli anatomici, il rito di mutilazione delle vittime, il serial killer usava il bisturi.Le coppiettine in camporella nel bel chianti.La montatura mediatica e il capro espiatorio.

Al processo, le puntate di un giorno in pretura, le testimonianze dei compagni di merende che si contraddicono e si infamano a vicenda.Il vanni che urla viva il duce e manda i malacci al pubblico ministero.I pubblici ministeri che deridono le abitudini sessuali dei compagni di merende, il vibratore e le manie sessuali d’i lotti, l’impotente.

‘le volpi le puttane e le poerine’, le donne per i compagni di merende .L’omicidio passionale d’i pacciani l’orco, le minacce alla moglie coi fucile, coll ascia coi coltello da macellaio, le violenze sessuali sulle figlie, le torture le bastonate, il cibo per cani dato loro e gli aborti procurati.Le donne che girano intorno ai compagni di merende , le loro testimonianze, fra orrore e tenerezza, fra cinismo e paura.

Mai più in camporellaUn trauma sotterraneo per 3 generazioni di adolescenti fiorentini ,un caso di giornalismo televisivo pop, real TV camuffata da processo all italiana.L’orrore del vicino della porta accanto.

Un drive-in  per guardarci attorno e elaborare un’orrore strisciante .

Maschilismo bieco e apologia di fascismo da un lato giustizia sommaria e spettacolarizzazione mediatica dall altro , una storia lunga trent anni che ha inghiottito e macinato persone come un tritacarne.

Una storia nostra, delle nostre colline, dei nostri vecchi, l’ orrore . Tanti sanno,  chiacchiere da osteria,  folklore locale , tante risate, e dagli al mostro! Come se i’pacciani non fosse figlio legittimo di questi colli, di questi ridenti paesini. Greve , San Casciano , Mercatale, Grassina, il Galluzzo piccole comunità dove tutti si conoscano e dove tutti sanno la storia.

E la storia del pacciani la tramandano, come si trattasse di un barbablu locale, di uno spauracchio per spaventare le bambine,  mentre quella mentalità becera di cui i compagni di merende erano soltanto successori naturali  vive ancora e striscia nei circoli, nelle case d’i popolo, fuori dalle chiesette di campagna fiera e goliardica.

Mentalita meschina di chiusura verso il forestiero, il diverso , di omofobia, di cattolica dominazione del genere maschile sulla procreazione sulle bestie, di cattolica sottomissione del genere femminile e di tabu segreti e stupri familiari.

Nati qua nel bel chianti, c’e un piccolo angolo buio in ognuno di noi dove i vari pacciani o i vanni o pubblici ministeri o giornalisti di un giorno in pretura o di chi lha visto sono pronti a colpire di nuovo.

Prepariamoci all’inevitabile, non lasciamogli il monopolio del horrore.

horror night – Pericolo coppiettine

drive-in memoria viva sul mostro di firenze

per non dimenticare , per ricordare in un modo diverso da vostro

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19 Settembre 2014, fra le macerie dell ospedale psichiatrico minorile.

Chiarugi Redemption Party , Volterra.
Dark Water di W. Salles , horror, USA , 2005 , col., 105’.

Chiarugi buona

Un ospedale psichiatrico per bambini divenuto sala prove e poi caduto in macerie, scena nostalgica, di 40enni ex alternativi, per ex band, ricordi lontani di party illegali. Sogni di rock & roll di provincia, e guai a chi ci sveglia. L’eco dei cccp sospinto con trasporto dal suo fedele estinto gruppo spalla, per i militanz e’ tempo di reunion. Gente in divisa fosforescente che parcheggia quelle trenta automobili della festa con ausilio di walkie talkie, camminano eretti solerti premurosi (volontari? ), portano su le scritte della crocerossa italiana. Il drive-in altrove, la sera prima. Per molti ma non per tutti.

Un film. Una storia che tende all’inevitabile, una giovane madre con dei trascorsi psichiatrici, che resiste, finche può, poi perde i nervi , la figlia, il capo, molla tutto e abbraccia un mostro bambino con la faccia di fango. Acqua sporca, il titolo, acqua che sa di cadavere, di citta, di adolescenza, di aborto. La nascita come un trauma , una madre che rinnega la figlia, ruggine di tubature sfondate, un amnesia violenta, reiterata dalla società come distanza etica fino all’isolamento più profondo, la resa muta dell’internato volontario.
20 macchine apprezzano in mezzo a silenziosi lampi notturni, la notte cupa del drive-in gelosia in versione riservata non una parola di troppo, non una battuta fuori luogo, “e tutti dentro le proprie auto mi raccomando che stasera va di scena la generosa dose di orrore quotidiano”.

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